Sicurezza dati su internet

A lanciare la provocazione è stato il quotidiano britannico The Guardian, il quale del dibattito sulla privacy in rete è da tempo protagonista, anche grazie agli scoop relativi a Edward Snowden, PRISM e alla rete di sorveglianza statunitense sulle comunicazioni online dei comuni cittadini.

Internet, baluardo di libertà che ha permesso l’amplificarsi di fenomeni come la Primavera Araba o Occupy Gezy, è allo stesso tempo il migliore sistema di spionaggio esistente al mondo.

Attacchi gravi in preoccupante crescita

Nel momento in cui, com’è successo negli Stati Uniti, le grandi corporation che posseggono le chiavi ai nostri dati personali e alla comunicazione online, vedi Google, Facebook e Microsoft, decidono di abbassare il capo e sottomettersi alle richieste dei governi per fini non proprio trasparenti.

Quel che da più parti viene messo in luce è la fine di un’epoca in cui in nome della sicurezza si sono giustificate ingerenze intollerabili nella propria sfera personale. Un’epoca di cui troviamo gli albori in quell’11 settembre 2001 che sconvolse la società occidentale.

Allora la minaccia di un terrorismo ben più ramificato e oscuro della sola Al Qaida, responsabile del crollo del World Trade Center, sembrò sufficiente a far sì che i cittadini acconsentissero a rinunciare alla riservatezza dei propri dati per non intralciare il lavoro delle intelligence internazionali.

Peccato che tra tanti interventi giustificati vi siano state altrettante misure di sorveglianza preventiva, dunque del tutto arbitrarie.

I fatti svelati dalle parole di Snowden ci mostrano un orizzonte inquietante che è già realtà. Con l’uso massiccio dei dispositivi digitali, i nostri dati sono facilmente preda di chiunque abbia i mezzi per appropriarsene.

Ma nelle condizioni di utilizzo dei servizi sul web, nessuno ci aveva avvertito che i governi nazionali avrebbero voluto mettere il naso nelle nostre faccende.

Internet e la sicurezza dei dati

Per la sicurezza dei nostri dati bisogna, oggi come oggi, avere un concetto allargato considerando il fatto che molti dispositivi che abbiamo in casa si connettono ( o possono farlo ) alla rete.

Molte apparecchiature, quali televisori, elettrodomestici e dispositivi quali caldaie e condizionatori, hanno la possibilità di essere controllati e comandati tramite APP presenti sul nostro smartphone. La domotica infatti è una realtà che sta prendendo sempre più campo grazie anche ai dispositivi a comando vocale come Alexa o Google home.

Da un lato quindi è giusto fare richiesta formale ai fornitori di servizi e di software protezioni adeguate, dall’altro è necessario affrontare il problema della protezione in modo serio cominciando ad interessarci alle tecnologie relative alla sicurezza informatica.

In primis ai software che ci garantiscano una migliore riservatezza nella navigazione e in seconda battuta a quegli strumenti che ci aiutano a rendere inviolabili le nostre e-mail.

Se volete approfondire leggete anche : Ecco come ci possono spiare sul web

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